Playtime, l’ultimo film di Jacques Tati non è forse il suo migliore; ma probabilmente è quello nel quale si rivelano meglio i caratteri fondamentali del regista francese. Playtime racconta in sostanza la giornata di un turista. O meglio due giornate perché si comincia al mattino e quindi, di scorcio, abbiamo anche il giorno dopo, dall’alba alla notte. In queste due giornate che fa il protagonista cioè Tati? Egli cerca di “fare qualche cosa” senza tuttavia riuscirvi. Ma perché non vi riesce? Qui sta il punto: non vi riesce perché egli tenta di “fare le cose” come individuo; e invece il mondo moderno è ormai organizzato in modo che le cose le fanno soltanto i gruppi, le masse, le collettività (quando le fanno).
Alberto Moravia
Ovviamente INGRESSO LIBERO

