Titolo originale: Historire d’O
Anno: 1975
Regia: Just Jeackin
Paese: Francia/Germania
Durata: 112min
Valutazione: 4/5
…si sentiva abbandonata, sola, all’inizio di un lungo viaggio nella mortificazione, ma sentiva anche, che alla fine sarebbe riemersa alla luce…. trionfante….
Abnegazione, sottomissione, devozione, servilismo, umiliazione, annientamento della dignità: ecco gli elementi che caratterizzano la visione estrema ed iperbolica della relazione amorosa, su cui tale film è incentrato.
Tratto dall’omonimo romanzo di Pauline Réage, pubblicato nel 1954, l’opera recupera un aspetto oscuro e brutale dell’eros che era già stato esplorato, in una prospettiva maschile, in termini di dominio, potere e sfruttamento, duecento anni prima, dal marchese de Sade, ma che ora è trasposto in un orizzonte tutto femminile..
Una metafora del legame che unisce l’amante all’amato…
L’uomo seduce la donna, soggiogandola, sottomettendola al suo volere, concedendola ad altri, mostrando così il diritto di proprietà, di uso ed abuso che egli esercita su di essa… la donna a sua volta seduce invece l’amante con la sua accondiscendenza e la sua obbedienza, creando così una spirale vorticosa di passione dolcezza e brutalità.
L’ambientazione è un continuo alternarsi di luci ed ombre, di atmosfere fiabesche e oniriche da un lato e paesaggi grigi e piovosi della Francia autunnale dall’altro, con intermezzi cupi e tetri…
..O si chiedeva perchè tanta dolcezza si mescolasse in lei al terrore, e perchè mai il terrore fosse per lei così dolce…
Un capolavoro del cinema (non solo quello erotico) degli anni ’70… un’opera impegnativa, strana, provocatoria, che può scioccare, innervosire, ma nello stesso tempo anche affascinare…
… per amore… di Renè o di un altro non importa, l’importante è che fosse per amore,importava che riuscisse ad estraniarsi dal proprio corpo, sentirlo vilipeso e oltraggiato, questo mero involucro dell’anima…
Di: Marcello Stellin
